Come sono finita sulla copertina del Quaderno del Collage de Pataphysique

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Questo è il racconto di come sono finita sulla copertina del numero 18 del Quaderno del Collage di Patafisica.

Quando si vede un’immagine stampata, sembra che tutto cominci da lì. In realtà, quella copertina arriva da molto lontano.

Un documentario su Marcel Mariën

Correva l’anno 1992. Molti di voi non erano neppure nati. Io sì.

Ero già laureata all’Accademia di Belle Arti nel corso di Pittura e, dopo due anni in Germania, mi ero trasferita in Belgio.

Abitavo in una casa meravigliosa che si chiamava Villa Pelsser insieme al mio compagno di allora, il pittore tedesco Wolfgang Schulte.

Qualche anno dopo quella casa sarebbe diventata una prestigiosa galleria dedicata soprattutto al surrealismo belga. Ma allora era semplicemente la nostra casa.

Il sasso nello stagno che ha dato origine a tutto questo è stato gettato un pomeriggio d’autunno.

Alla televisione, su Arte, trasmettevano un documentario su Marcel Mariën.

Nessuno di noi due lo conosceva.

Ricordo ancora Wolfgang che mi disse:

«Vieni, in televisione c’è un artista che fa le stesse cose che fai tu.»

Fu molto generoso da parte sua, perché Marcel Mariën era un gigante.

Ma questa è un’altra storia.

Da quel giorno abbiamo cominciato a cercare tutto quello che riguardava Mariën.

Quasi subito siamo finiti nel bookshop del Museo d’Arte Moderna di Verviers.

Abbiamo chiesto se ci fosse qualcuno che potesse parlarci di lui.

L’impiegato ci guardò e disse una frase che mi ha cambiato la vita:

«Qui a Verviers c’è una persona che può farlo molto meglio di noi. Si chiama André Blavier.»

Noi non conoscevamo André Blavier.

Ci diedero il suo indirizzo.

Scoprimmo solo in quel momento che era uno dei più importanti scrittori belgi contemporanei e un grande patafisico.

Scrivemmo una lettera.

Sì, proprio una lettera.

Gli raccontammo chi eravamo: un’artista italiana e un artista tedesco arrivati da poco in Belgio, incuriositi da Marcel Mariën.

André ci rispose quasi subito.

Ci diede appuntamento al Café du Théâtre.


 

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